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mercoledì 15 settembre 2010

Preparazione JEEP ZJ Grand Cherokee

È comune tra il pensiero che un Grand Cherokee sia un veicolo destinato ad un uso esclusivamente stradale al pari delle più note Sport Utility, usate spesso solamente per il weekend in montagna, per trainare un rimorchio o per sentirsi solo più in alto degli altri nella posizione di guida. Vogliamo dimostrarvi quanto l’apparenza a volte può ingannare…

Il veicolo che andremo a descrivere è stato oggetto di una consistente preparazione sia dal lato estetico che da quello meccanico: dal colore alle ruote, dai paraurti alle sospensioni nulla è stato trascurato su questa Jeep!

Punto debole di questo modello sono i differenziali, sottodimensionati rispetto al potente motore V8 di 5200cc che eroga una potenza di 220CV, per questo motivo abbiamo scelto di sostituirli con due ponti di un Nissan Patrol GR ultima serie. Non poche le modifiche da effettuare per installare questi ponti considerando anzitutto che i due ponti anteriori hanno la scatola differenziale sui lati opposti, il ché ci obbliga a girare il ponte anteriore sottosopra e modificarne la struttura per adattarla alla nostra jeep. Questa laboriosa operazione ci permette però di aumentare l’angolo di incidenza del differenziale favorendo così un migliore accoppiamento con l’albero di trasmissione vista la notevole altezza delle sospensioni e di conservare un’ottima guidabilità su strada a velocità sostenute.


Nuovi attacchi per le sospensioni sostituiscono quelli Nissan così come i differenziali vengono sostituiti con un tipo bloccabile pneumaticamente di tipo ARB. Le coppie coniche con rapporto 4.62:1 sono perfette per i nuovi pneumatici Mickey Thompson 315/75 R 16 montati su cerchi in lega Arcasting Racer, permettendo lunghi trasferimenti e consumi nella norma.
La geometria delle sospensioni viene completamente ridisegnata adottando il sistema 7link Acerni Off Road, allungando notevolmente la lunghezza dei bracci ed eliminando la barra panhard posteriore. La struttura del veicolo priva di chassis e il peso finale, ci costringono alla costruzione di due robusti longheroni saldati alla scocca, ai quali andremo ad applicare i nuovi attacchi per le sospensioni, in modo da ripartire lo sforzo su una superficie più ampia. I nuovi bracci delle sospensioni saranno regolabili in modo da ottenere variazioni millimetriche fondamentali per un buona guida su strada e dotati inoltre di giunti sferici di tipo Uniball protetti e isolati dalle intemperie tramite una cuffia di gomma che li mantiene lubrificati consentendone una lunga durata.

Il sistema sterzante viene completamente rivisto, con una nuova barra sterzo in aggiunta all’installazione di un kit RockRam by AGR che comprende una nuova pompa con maggiore portata, una scatola sterzo più robusta e servoassistita da un cilindro idraulico, questo per contrastare il maggiore sforzo generato dai nuovi pneumatici di notevoli dimensioni.

Nuove molle e i nuovi ammortizzatori alzano il veicolo di ben 15 centimetri che sommati ai 7.6 centimetri ottenuti dai nuovi pneumatici portano la nostra jeep ad un’altezza di 22.6 centimetri in più del modello originale. Per questo motivo abbiamo deciso di mantenere entrambe le barre stabilizzatrici in modo da avere una buona precisione di guida su strada. La barra stabilizzatrice anteriore è rimasta l’originale ma sono stati applicati nuovi tiranti JKS che permettono di scollegarla e metterla a riposo durante la guida offroad. La barra posteriore invece è stata completamente sostituita con una più robusta dotata inoltre di un sistema di scollegamento elettrico azionabile comodamente dall’interno del veicolo.

Per migliorare le prestazioni offroad di questo Grand Cherokee, abbiamo sostituito il riduttore originale con uno di tipo NP231 di un Wrangler TJ: questo ci ha permesso di eliminare il sistema a quattro ruote motrici permanenti originale con differenziale centrale bloccabile solamente con le marce ridotte in un sistema a trazione posteriore con anteriore inseribile senza differenziale centrale con la possiblità quindi di viaggiare con sole due ruote motrici su strada riducendo i consumi e con quattro ruote motrici in veloce con differenziale centrale bloccato. L’applicazione del nuovo riduttore ci ha inoltre permesso di risparmiare peso e volume, infatti, non sporgendo dalla traversa del cambio, ci ha permesso di aumentare l’altezza dal terreno e di fabbricare una protezione piatta in alluminio che permette di scivolare sui dossi più appuntiti. Il nuovo riduttore non è stato esente da modifiche, infatti vi è stato installato il sistema definito come SYE (Slip Yoke Eliminator) dotando l’albero posteriore di un sistema CV (doppia crociera) per eliminare le vibrazioni.

Il cambio automatico è rimasto pressoché invariato con l’eccezione della coppa dell’olio modificata per avere circa 2’5 lt di olio in più e il pescante interno abbassato. Tutto questo per non rischiare di rimanere senz’olio in lunghi passaggi verticali.

Anche la parte di carrozzeria di questa Jeep non è stata affatto trascurata.
I paraurti in plastica sono stati sostituiti da nuovi paraurti in acciaio della americana TrailReady. Riprendono le linee spigolose del veicolo conferendogli un aspetto decisamente aggressivo caratterizzato da particolari ben curati come i fari supplementari anteriori incassati e fari di servizio posteriori nascosti all’interno del paraurti e protetti da una robusta griglia. Il paraurti anteriore è dotato inoltre di un robusto bullbar che protegge il cofano e i fanali anteriori e alloggia inoltre un verricello elettrico da 12000 lbs con cavo tessile e passacavo in alluminio ad ingombro ridotto. Un robusto e pronunciato bullbar a protezione anche dei fanali posteriori e della carrozzeria, utile nelle manovre in spazi stretti dove urtare ostacoli non è difficile quando si ha a che fare con dimensioni come queste.

Sia i parafanghi anteriori che quelli posteriori sono stati tagliati in modo da ingrandire l’arco del passaruota per alloggiare i nuovi pneumatici, per poi installarvi un kit di parafanghini Bushwacker non previsti per questo modello e verniciati in tinta.
Particolare attenzione è stata prestata ai sottoporta, punto debole della carrozzeria soprattutto a passo allungato come questa. Sono stati rivestiti con una lamiera di acciaio di 3mm con la stessa sagoma del sottoporta originale per poi applicarvi sopra una lamina da 5mm che ridisegna completamente il sottoporta portando il filo esterno ben 10cm più in fuori riprendendo la linea allargata ottenuta con i nuovi parafanghini mantenendo le giuste proporzioni, proteggendo inoltre la protezione della portiera in caso di urti con rocce sporgenti.
Un foro nel sottoporta consente l’applicazione di un sistema di sollevamento di tipo Hi-Lift permettendo di sollevare completamente entrambe le ruote laterali del veicolo.

Un tocco estetico e aggressivo viene dato dai nuovi scarichi completamente rivisti. Tutto l’impianto è stato realizzato con tubi di acciaio inox, separando le bancate del motore a otto cilindri e uscendo nel paraurti posteriore in modo da proteggere i terminali da urti provocati da dossi molto angolati. Il risultato è un suono piacevole e un aspetto davvero curato nei particolari.

Le barre portatutto originali sono state rimpiazzate con due barre in alluminio universali molto robuste che permettono l’installazione di un portapacchi Outback anch’esso in alluminio calpestabile con numerosi accessori a disposizione come porta-taniche, porta ruota di scorta, porta-binda, ecc…

Siamo riusciti quindi ad ottenere da un normale Grand Cherokee robusto e aggressivo ma allo stesso tempo elegante, un veicolo adatto a tutti i terreni, dai lunghi viaggi sfruttando il comfort interno al fuoristrada più estremo.







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