Benvenuti nel blog di Acerni Offroad

Questo spazio vuole essere un punto d'incontro dove potersi scambiare impressioni e news sul mondo del fuoristrada, seguire le nostre preparazioni, le noste uscite, il nostro team....


domenica 15 agosto 2010

Preparazione JEEP TJ Tout Terrain



IL PROGETTO

Questo progetto nasce dalla fusione di due passioni: il marchio Jeep e le competizioni di velocità in fuoristrada…

Il progetto prevede una scocca Jeep Wrangler TJ su un telaio a longheroni con sospensioni indipendenti, un motore V6 da 3 litri di derivazione Alfa Romeo con un cambio Toyota KZJ e differenziali Mitsubishi New Pajero DID.
Per la realizzazione di questo progetto siamo partiti dai due telai che rappresentano rispettivamente l’avantreno e il retrotreno di un Mitsubishi Pajero, un fuoristrada che di serie ha sospensioni indipendenti a tutte le ruote. Il telaio anteriore comprende un differenziale laterale, un sistema a bracci sovrapposti, portamozzi e una scatola guida servoassistita a cremagliera mentre quello posteriore comprende un differenziale posizionato centralmente, un sistema di bracci indipendenti e portamozzi.

IL TELAIO
I due telai sono stati posizionati su un banco dima da carrozzeria, che generalmente viene utilizzato per riportare forti urti su auto stradali in posizione originale e con l’ausilio delle schede tecniche Mitsubishi e un sistema dima millimetrico, abbiamo collocato i telai come se fossero installati sulla vettura Pajero. Di seguito il passo (la distanza tra le ruote anteriori e posteriori) è stato ridotto avvicinando i due telai fino a raggiungere il passo di un Wrangler TJ circa 20 centimetri in meno rispetto a quello Mitsubishi.

Il passo successivo è stato quello di creare un telaio a longheroni per unire questi due “telaietti”. La parte posteriore del telaio Mitsubishi è stata saldata al telaio a longheroni in modo da formare un telaio unico mentre la parte anteriore è stata fissata come in origine sul Pajero, ovvero tramite bulloni e quindi facilmente rimovibile. La parte anteriore del telaio a longheroni ha uno schema innovativo rispetto ai tradizionali telaio: anziché essere basso all’altezza dei supporti motore, è stato innalzato fin sopra le testate del motore in modo da lasciare spazio per i collettori di scarico e fungendo così da attacco per la coppia di ammortizzatori che andranno fissati sul braccio superiore della sospensione. In questo modo si evita la costruzione del tradizionale “castello” saldato al telaio che riduce lo spazio all’interno del vano motore.

LE SOSPENSIONI
L’innovazione di questo tipo di prototipo consiste anche nel poter avere a disposizione una serie di dime di riscontro in caso di danneggiamento del telaio, riuscendo così a ricostruire in futuro la struttura con precisione millimetrica.

Il sistema di ammortizzatori prevede anteriormente una coppia di ammortizzatori coassiali collocati sul braccio superiore della sospensione mentre nella parte posteriore un solo ammortizzatore viene collocato sul braccio posteriore inferiore rifatto per l’occasione.

Il telaio è così completo e pronto per essere trattato e verniciato.

IL MOTORE
Il motore è un V6 di 3000 centimetri cubici di derivazione Alfa Romeo. Nuovi alberi a cammes, un ritocco all’elettronica Bosh e una lavorata alle testate portano la potenza dai 190CV originali ai 240CV con una coppia massima di 34kgm a 5000 giri/min. La scelta del motore avviene tenendo conto di diversi fattori: facile reperibilità e costi contenuti, una struttura interamente in alluminio e quindi notevolmente più leggera rispetto la media, facilità di reperire parti per elaborazioni in quanto questo motore veniva e viene tuttora utilizzato per gare di velocità in pista con sport prototipi e gare in salita.

La coppa dell’olio originale alta quasi 20 cm viene sostituita da un sistema di carter a secco con una nuova coppa in magnesio di 5 cm riuscendo quindi ad abbassare di quasi 15 cm il baricentro e lasciare quindi il posto al differenziale anteriore.


IL CAMBIO
L’adattamento del motore al cambio viene fatto creando con una fresa a controllo numerico una piastra in alluminio che ricalca perfettamente l’attacco del cambio Toyota. La campana del motore Alfa Romeo viene quindi spianata sotto la fresa e portata ad altezza giusta e saldata assieme alla piastra del cambio.
Dopo aver effettuato la saldatura, la campana viene messa in uno speciale forno per il rinvenimento dei metalli e portata ad una temperatura di 290°C per 3 ore in modo da permettere alle tensioni formatesi durante la saldatura di alleviarsi evitando così rotture o incrinature successive.
Il sistema di leveraggio della frizione viene sostituito da un cuscinetto/pompa installato sulle vetture INDYCAR che permette un facile assemblaggio con un ingombro veramente ridotto.




venerdì 13 agosto 2010

Chiuso per ferie


Siamo chiusi per ferie dal 14 Agosto al 30 Agosto!
Siamo a Maob (Stati Uniti) a fare fuoristrada!
Faremo una breve sosta dai nostri fornitori USA.

Buone vacanze!
Ci vediamo a settembre!!

giovedì 29 luglio 2010

QuattroxQuattro Magazine


QuattroXquattro Magazine N. 7

venerdì 23 luglio 2010

By Paolo Baraldi Photographer


Created with Admarket's flickrSLiDR.

giovedì 15 luglio 2010

Preparazione JEEP CJ5 V8 Custom



L’età anagrafica di vetture come il CJ5 V8 di cui andiamo a parlare, o il CJ7 di cui parliamo in un’altra sezione, ha fatto emergere l’esigenza di riportare questi modelli al loro antico splendore, liberandoli di strati di ruggine e riparazioni improvvisate da mani inesperte, accumulate negli anni.

Il progetto che la Acerni Off Road porta avanti da decenni, mira a mantenere la linea raffinata e sportiva che caratterizza da sempre questi modelli, ma al tempo stesso, conferendogli maggiore prestigio ed eleganza attraverso modifiche meccaniche ed estetiche.

Il progetto che si illustra di seguito, vede protagonista una Jeep CJ5 del 1979, equipaggiata fin dall’origine con un motore otto cilindri di 5000cc e un cambio manuale a tre rapporti.
Il veicolo di provenienza USA versava in condizioni assai precarie con vari punti di ruggine sia nella carrozzeria sia nel telaio, il che ha reso necessario lo smontaggio totale del mezzo per poi procedere con la sabbiatura di tutti i componenti.
Il telaio è stato sabbiato e riparato nei punti danneggiati per poi essere sottoposto ad una attenta verniciatura e ad un successivo trattamento interno di cera impermeabilizzante che lo protegge dall’umidità e dall’azione corrosiva del sedimento che vi rimane all’interno.
Per quanto riguarda la carrozzeria, è stato necessario un intervento importante nella parte posteriore in quanto questo modello prevedeva una sponda apribile e l’alloggiamento della gomma di scorta sul lato destro della carrozzeria, non regolare per la circolazione su strade nazionali. Il portello posteriore è stato sostituito con un pannello fisso identico all’originale della versione chiusa. Il colore arancio in triplo strato perlato è stato anche ripreso nelle cuciture degli interni in pelle nera e alcantara, conferendo al veicolo una giovane eleganza ed una spiccata cura del dettaglio.


La parte meccanica è stata oggetto di varie modifiche a partire dal motore a cui è stato sostituito il tradizionale carburatore con un sistema di iniezione elettronica multipoint mappabile tramite un computer in dotazione, progettato ad hoc per questo motore dalla Edelbrock™.
Il ponte posteriore è dotato di semiassi rinforzati a pezzo unico, che risolve il problema della fragilità imputata ai semiassi originali costituiti in due pezzi. E’ dotato inoltre di freni a disco, che rendono la frenata più precisa e sicura.
I pneumatici di notevoli dimensioni (35 x 14.50 r 15), montati su cerchi in lega Michey Thompson™ 15x10 pollici in alluminio lucidati, sono di provenienza USA, prodotti dalla Interco Tyres. I parafanghini, prodotti dalla Bushwacker™ per i modelli CJ7 (passo più lungo), sono stati adattati a questo modello con lievi modifiche nella parte sinistra dove i modelli precedenti alloggiavano il bocchettone del rifornimento.

Il risultato è un veicolo grintoso e dall’aspetto accattivante che mantiene immutato il fascino e la linea classica degli anni ’70 che hanno reso celebre questo marchio.

martedì 13 luglio 2010

ELABORARE 4X4 N.14

" Tra fango e Chianti"
Team Acerni alla 15º edizione Jeep Jamboree
Elaborare 4x4 n.14

lunedì 12 luglio 2010

Freno a mano idraulico by Acerni

Il complesso che vi andiamo a presentare, è un altro progetto ideato da Acerni Offroad specifico per i modelli Jeep Wrangler TJ.

Esso rappresenta un sistema di freno a mano idraulico, ideale per applicazioni di assali differenti da quelli originali.

Studiato al CAD e realizzato interamente in acciaio inox, questo sistema è di facile installazione e permette di conservare l’interno del veicolo intatto, sfruttando la leva del freno originale.

Si applica sotto la scocca a due bulloni, già presenti in tutti i modelli TJ, e rimane poi riparato dalla scocca stessa che lo protegge dagli urti.

Il Sistema Freno a mano idraulico realizzato da Acerni Offroad, ha la possibilità di regolare la corsa della leva, e le sue caratteristiche di elasticità gli permettono di mantenere in tensione i freni quando necessario, anche su pendii ripidi.

Il sistema risulta praticamente indispensabile quando si effettuano alcune operazioni di sostituzione degli assi con altri che non prevedono un freno di stazionamento sulle pinze, evitando in tal modo l’installazione di una seconda pinza freno dedicata, che causa aumento di peso ed ingombro ingiustificato.

Per modelli diversi dal Jeep Wrangler TJ c’è la possibilità di adattare il Sistema, ovviamente previo check up dell’auto presso l’Acerni Offroad.